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Gervasoni: In die Luft geschrieben a Monaco Gervasoni:  In die Luft geschrieben a Monaco

Postato da Ricordi 24 gennaio 2018

Il 22 febbraio il mezzosoprano Charlotte Hellekant e la Münchener Kammerorchester, diretti da Clemens Schuldt, presenteranno al Prinzregententheater di Monaco la prima assoluta di In die Luft geschrieben di Stefano Gervasoni.

In die Luft geschrieben (“scritti nell’aria”) per mezzosoprano, arpa, celesta, percussioni e archi è un ciclo vocale di lieder su epitaffi scritti dalla Nelly Sachs, tra 1943 e il 1946, e dedicati a persone reali scomparse nell’orrore nazista. Quindici di questi componimenti poetici sono stati scoperti solo dopo la morte della poetessa e pubblicati postumi nel 2010.
Il compositore scrive:

In die Luft geschrieben  è uno dei miei primi lavori nei quali l’impegno civile è evidente. O per meglio dire, per la prima volta manifestato a chiare lettere, attraverso la poesia di Nelly Sachs e con il tono della sua poesia.  Il suo è un tono che dice con una forza particolare, smentita dalle apparenze di un linguaggio semplice e tragicamente leggero, come l’aria nella quale si disperdono le ceneri di un nome. Versi dove le ferite della storia sono tracce quasi scomparse, poeticamente velate in parole da decifrare, assolute nella loro violenza e pure delicatissime nella loro espressione poetica. Per questo la voce della poesia di Nelly Sachs è voce di tutti: in quanto monito all’umanità futura, colpa storica da espiare per tutti, insegnamento da inscrivere senza enfasi nei fondamenti della civiltà a venire. Quando si pensa che ancora oggi la ragione recalcitra ad assumere le proprie responsabilità, ad apprendere dalla storia dell’umanità, a decidere per le sorti collettive del mondo in cui viviamo, in difesa del bene comune… E’ questo il tono musicale che inseguo da sempre nella fattura della mia musica e che trovo così limpido nella poesia di Nelly Sachs, in particolare negli epitaffi di In die Luft geschrieben. Gli epitaffi sono stati musicati senza soluzione di continuità, uniti in un viaggio itinerante, divisi in gruppi collegati tra loro da interludi musical-riflessivi.






Foto: Felix Loechner

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