Rossi-Generali, Cecchina suonatrice di ghironda
Partitura in facsmile - Edizione del libretto - Saggio introduttivo a cura di Marco Beghelli - DRAMMATURGIA MUSICALE VENETA N. 28 in partnership con l’Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia
La presenza di Cecchina suonatrice di ghironda fra gli ultimi volumi della «Drammaturgia musicale veneta» chiude virtualmente un ciclo ‘veneziano’ con quel particolare genere operistico – la farsa per musica – che può ben dirsi l’ultima sua creatura autoctona in ordine di tempo, nata negli anni estremi dell’antica Repubblica e sopravvissuta significativamente fino alla Restaurazione: una Restaurazione che a Venezia, al contrario d’Europa tutta o quasi, non recuperò tuttavia le antiche posizioni politiche ma aprì definitivamente una nuova via prettamente ‘ottocentesca’ (con tutti i significati che tale aggettivo assume nella storiografia non solo musicale). Fra i tanti titoli possibili, anche più fortunati, questo di Gaetano Rossi e Pietro Generali spicca tra le farse veneziane per una serie di circostanze che abbracciano ad ampio raggio i numerosi ambiti disciplinari sviluppatisi attorno al fenomeno operistico in senso lato, da quello storiografico a quello filologico, dalla comparativistica alla prassi esecutiva. I singoli paragrafi che si succederanno sono destinati ad approfondire uno ad uno tali aspetti, gettando nuova luce su varie questioni sollevate da quest’opera, a cominciare dall’oscura biografia del suo autore musicale.