Varèse a 50 anni dalla scomparsa
Il 6 novembre del 1965 moriva a New York all’età di 81 anni Edgard Varèse, riconosciuto come uno dei padri della ‘nuova musica’ ed esempio di un percorso artistico sempre teso a schiudere territori inesplorati.
Nato a Parigi da padre italiano e da madre francese, cominciò i suoi studi musicali a Torino, per poi completarli a Parigi. Perfettamente integrato nel mondo musicale europeo, e apprezzato da importanti compositori come Busoni e Debussy, nel 1914 decide di partire per gli Stati Uniti per cominciare una nuovo percorso artistico. A New York, dove risiede, si afferma come animatore e organizzatore per diffondere la musica contemporanea, facendo conoscere lavori e autori lì ignorati.
Ameriques
Nel 1920/21 comporrà Ameriques, la prima di una serie di composizioni che lo imporranno all’attenzione del mondo culturale e musicale. Eseguito per la prima volta nel 1926 dalla Philadelphia Symphony Orchestra, diretta da Leopold Stokowski, questo lavoro colpisce per la concretezza delle soluzioni sonore. Sembra che il compositore si immerga direttamente nella materia sonora operando una serie di ardite quanto musicali contrapposizioni tra i diversi agglomerati armonici e i volumi sonori.Varèse pensa raramente in direzione melodica, ma sempre per densi gruppi di suoni: un materialismo che privilegia le percussioni rispetto agli archi. Composizione di monumentale organico Ameriques è ormai entrata stabilmente nel repertorio delle più importanti orchestre del mondo.
Per ricordare 50 anni dalla morte di Edgard Varèse, la Filarmonica della Scala diretta da Fabio Luisi la propone, il 12 gennaio nel suo primo concerto del 2015. Seguiranno, sempre nello stesso mese, diverse esecuzioni di altri lavori. Segnaliamo tra gli altri: Tuning up il 14 gennaio a Parigi con l’Orchestre de Paris e il 9 gennaio a Singapore con l’Orchestra of the Musica Makers; Integrales il 15 gennaio a Parigi con l’Orchestre di Conservatoire diretta da Alexandra Cravero.