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Tutino: Falscher Verrat a Kiel

Tutino: Falscher Verrat a Kiel

Falscher Verrat (Falso Tradimento), libretto di Luca Rossi con la versione ritmica in tedesco di Wolfgang Haendeler, è la nuova opera di Marco Tutino commissionata dal Teatro di Kiel in occasione della ricorrenza dell’ammutinamento dei marinai del Kaiserliche Marine nel porto di Kiel, avvenuto nel 1918.
La prima assoluta sarà presentata il 3 novembre (repliche fino al 16 marzo 2019).
Lasciamo alle parole del compositore la presentazione della sua opera. Qui alcuni estratti del testo.


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Assieme a Luca Rossi e Wolfgang Haendeler abbiamo confezionato una storia e un libretto adatto a narrare una vicenda del passato in forma moderna, e a cercare di comunicare al pubblico di oggi qualche contenuto originale. Di cosa parla dunque Falscher Verrat – Falso Tradimento -  al di là del semplice fatto storico ben noto a tutti? La vicenda dell’ammutinamento dei marinai del Kaiserliche Marine nel porto di Kiel nel 1918, la miccia che innescò tanti altri importanti avvenimenti, non ha bisogno di molti commenti.
A noi importava, e importa, suggerire un legame tra quella storia e il mondo di oggi, così apparentemente lontano e mutato.  Ma che è quello che è anche perché proviene da quella storia, e dalle sue implicazioni per il futuro.


 

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Abbiamo raccontato dunque, nello sfondo storico citato, la storia di due uomini in conflitto forzato e di una donna che li ama entrambi per ragioni differenti. […] 
L’opera spesso semplifica, e trasmettere una nozione così complessa e ricca di sfumature come la possibilità che l’amore  possa essere multiplo e contemporaneo, costringe chi scrive ad aggiornare i propri mezzi espressivi  e linguistici per renderli consoni ad una operazione ambigua e stratificata, quale è quella di comunicare su diversi livelli contemporaneamente.
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Ma non ci siano fermati qui, nel ricercare una sostanziale novità drammaturgica in questa vicenda. I due uomini, infatti, cercano di diventare dei traditori delle rispettive parti in campo. Ma non ci riescono […]. Cosa c’è di più terribile, di essere ricordato come un eroe da chi si disprezza, o di immaginare la vergogna di rimanere per tutti un martire pur avendo in effetti tradito?
I due tradimenti, appunto falsi perché non riconosciuti, sono tra loro diversi rispetto alle motivazioni che li hanno provocati. Tuttavia, entrambi ci costringono a considerare da un altro punto di vista le possibilità drammaturgiche che raccontano il reale, che appunto spesso non è riconducibile a uno stereotipo.
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L’uomo contemporaneo non ha ancora fatto i conti con le ambiguità, le contraddizioni, i paradossi della realtà.  Tutti preferiamo che ci venga raccontata una storia lineare, semplice e tranquillizzante. In parte per non essere costretti ad affrontare il Mostro del Non Senso dell’esistenza, e in parte perché le storie di solito si raccontano per consolare. […]







 


Foto: Theater Kiel, credit Olaf Struck

 
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