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Vacchi: due concerti per solo e orchestra in prima assoluta

Vacchi: due concerti per solo e orchestra in prima assoluta

Nel mese di ottobre due importanti composizioni per orchestra di Fabio Vacchi saranno presentate in prima assoluta: il Concerto per violoncello e il Concerto per violino (nella versione riveduta 2018).

Il Concerto per violoncello, verrà eseguito il 31 ottobre a Bari dall’Orchestra del Teatro Petruzzelli diretta da John Axelrod: solista Enrico Dindo.

Estrapoliamo alcune frasi dal testo che Fabio Vacchi ha scritto per il programma di sala.

Il Concerto per violoncello consta di due sole sezioni che si susseguono senza soluzione di continuità. Di classico, però, nel primo tempo Inquieto moderato, si riconoscono due idee fortemente contrastanti: una espressiva e lirica, una molto rapida e ritmica. L’impianto unitario, cui le mie radici strutturaliste si attengono per scelta e vocazione, è mantenuto, […] grazie a un ininterrotto gioco di variazioni metronomiche. […] Nella seconda sezione Presto compare un materiale etnico appartenente alla tradizione serbo-albanese del gusle, che gradualmente si modifica fino a venire metabolizzata nella mia scrittura. Anche la seconda sezione, per la quale tanto devo all’aiuto dell’etnomusicologo Nicola Scaldaferri, vive di un’instabilità metronomica che produce continue mutazioni. […]
Del violoncello sono, da sempre, innamorato. Lo trovo uno strumento sensuale, morbido, profondo. Sapere, poi, che sarebbe stato nelle mani e nella mente di un eccelso interprete come Enrico Dindo, accompagnato da un’orchestra che amo come quella del Petruzzelli di Bari, mi ha spinto ad abbandonarmi senza censure, sempre più sicuro e ancorato al rigore della mia formazione, al bisogno di trasmettere emozioni, sensazioni, affetti, pensieri, associazioni.
[…]
Il mio pensiero si alimenta, da sempre, di musica etnica. Il più delle volte, l’influenza è sottesa, scorre nel profondo, talvolta, ed è il caso del Concerto per violoncello, può affiorare esplicita. Nel comporlo, ho sentito fortissimo il richiamo alla terra, alle sue voci. Perché aprirsi alle diversità culturali senza perdere la propria specificità, le proprie radici, è la vera sfida che può farci uscire dall’
impasse di un oggi lacerato, scisso tra il terrore di perdere l’identità e il desiderio di accogliere, includere, dischiudersi, mescolarsi. Il faticoso raggiungimento, e riconoscimento, del dorsale, dello spartiacque, non è scelta di un compromesso statico. E’ scelta di quel compromesso dinamico che ho imparato da Amos Oz, con cui, qui a Bari, ho dato vita all’opera Lo stesso mare (2011).





Il 12 ottobre a Budapest l’Hungarian State Opera Orchestra, diretta da Balázs Kocsár, eseguirà la prima assoluta del Concerto per violino e orchestra (versione riveduta 2018).   La solista è Nagao Haruka. Gli stessi interpreti eseguiranno il concerto a New York, alla Carnegie Hall, il 5 novembre.








Foto: Fulvia Farassino 

 
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