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Gioachino Rossini: Adina

Gioachino Rossini: Adina

Composta nel 1818 su incarico di un ignoto committente di Lisbona, Adina fu poi rappresentata in questa città solo per una sera, nel 1826, e questa rimase l’unica rappresentazione finora attestata fino alla ripresa del 1963. 
La presente riduzione per canto e pianoforte è condotta sull’edizione critica della partitura, pubblicata dalla Fondazione Rossini Pesaro in collaborazione con Casa Ricordi, a cura di Fabrizio Della Seta. L’Edizione ricostruisce per la prima volta la struttura dell’autografo che fu redatto da almeno cinque persone: Rossini compose ex novo solo quattro numeri e ne rielaborò altri tre dal Sigismondo, i collaboratori fecero il resto. 

L’edizione si basa sull’approfondito esame dell’autografo (conservato a Pesaro, Fondazione Rossini) e sul vaglio di fonti secondarie fra cui una copia manoscritta completa (conservata a Londra, British Library), alcune parti vocali manoscritte con interventi autografi di Rossini (conservate a Bruxelles, Conservatorio) e la prima edizione della riduzione stampata da Ricordi fra il 1855 e il 1859. 

Grazie alle fonti secondarie è stato inoltre interessante ricostruire che, come attestato dal libretto stampato a Lisbona per la prima rappresentazione del 1826, proprio in quella che è finora conosciuta come l’unica esecuzione storica dell’opera, Adina fu rappresentata in forma diversa da quella immaginata da Rossini nell’autografo, con ampi tagli e rimaneggiamenti (fra cui l’aggiunta di un Coro e la soppressione dell’Aria Alì). Pur non appartenendo alla concezione originaria e pur non essendo certamente di mano di Rossini, il Coro (documentato dalla prima riduzione dell’opera) è stato riprodotto in Appendice all’edizione.


Gioachino Rossini Adina
Riduzione per canto e pianoforte condotta sull’edizione critica della partitura a cura di Fabrizio Della Seta
CP 138259


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