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Francesconi: Trauma Etudes. Intervista a Brad Lubman

Francesconi: Trauma Etudes. Intervista a Brad Lubman

Trauma Études di Luca Francesconi verrà eseguito in prima assoluta il 15 marzo a Washington dall’Ensemble Signal diretto da Brad Lubman.  Il brano, presentato nell’ambito della stagione concertistica alla Library of Congress, è una commissione di Dina Koston and Roger Shapiro Fund in the Library of Congress.

Abbiamo rivolto alcune domande a Brad Lubman, direttore e co-direttore artistico dell’Ensemble Signal.


Nella sua lunga esperienza direttoriale Lei ha avuto contatti con molti compositori presentando i loro lavori, anche in prima assoluta. L’approccio con cui un direttore affronta una nuova partitura, quindi appena terminata, è diverso rispetto a un brano già conosciuto? Viene avvertita una maggior responsabilità? Ci può parlare della sua esperienza?
Credo che sostanzialmente sia la stessa cosa. Anche se è vero che con i brani che sono in repertorio si dovrebbe avere già un’idea su come procedere, sono convinto che un direttore debba cercare di avvicinarsi ad ogni brano con uno stato d’animo sempre nuovo. In qualunque caso, sia che una musica sia già conosciuta o meno, il compositore indica tutte le informazioni nella partitura, e questo è il nostro lavoro: capire cosa vuole il compositore e comunicare le sue idee al mondo, per realizzare nel modo migliore le intenzioni e i desideri del compositore.

Lei è anche compositore. Questo influisce nel suo modo di affrontare una partitura che deve dirigere? Si sente, in qualche modo un direttore ‘privilegiato’? 
Devo riconoscere che la mia attività di compositore sia di aiuto a quella di direttore, e viceversa. Suggerisco sempre ai giovani direttori di cimentarsi nella composizione, e ai giovani compositori nella direzione. Allo stesso modo, spingo i giovani direttori d’orchestra a suonare sia in ensemble da camera, sia in orchestre più grandi. In questa maniera, si crea una combinazione di esperienze “incrociate”, che gli tornerà molto utile.

Non è la prima volta che Lei affronta la musica di Francesconi. Ha diretto anche tre produzioni di Quartett (a Oporto, Strasburgo e Buenos Aires). Ci può parlare di queste esperienze e del rapporto artistico con il compositore?
Ho conosciuto Francesconi qualche anno fa, nel 2004, quando venne invitato come ‘compositore ospite’ alla Eastman School of Music (dove sono direttore del Nova Musica Ensemble). Avevo messo in programma il suo encore/da capo. Quando ho incontrato Luca, ho avvertito un forte legame artistico. Abbiamo visioni molto simili dell’arte e della musica. Quindi, sono sempre felice quando ho l’opportunità di dirigere la sua musica e lavorare con lui.

Francesconi descrive la sua musica come “energia, liberata da tutti i clichè”. Come la descriverebbe Lei? Perché la trova interessante.
Quella di Luca è proprio una buona definizione! Ciò che io trovo interessante è che la sua musica non riguarda necessariamente Luca in prima persona, ma sembra piuttosto riguardare la musica, il teatro, e la vita in un senso più ampio. Ci possono essere varie influenze sotto la superficie di un certo brano, ma procedono tutte dall’immaginazione di Luca, e dal suo avvertire la musica come una scultura o una narrazione.

Insieme a Trauma Études l’Ensemble Signal eseguirà Songs Without Voices di Oliver Knussen, recentemente scomparso, e Pierrot Lunaire di Arnold Schoenberg. E’ possibile intravedere dei punti di contatto fra le tre opere? Qual è il motivo che vi ha portato a proporre questo programma?
'The Library of Congress' programma le opere di cui possiede i manoscritti, uno di questi è Pierrot Lunaire di Schoenberg. Questa è stata l’idea su cui abbiamo iniziato a discutere. In seguito, il co-direttore artistico e direttore esecutivo di Ensemble Signal, Lauren Radnofsky, ha pensato a una commissione per Francesconi, idea che 'The Library Congress' aveva già preso in considerazione. Alla fine tutti eravamo concordi ad affiancare a Schoenberg un nuovo lavoro di Francesconi.
Ci sono due ragioni per le quali abbiamo deciso di eseguire Knussen. Uno dei motivi principali per me è che sono stato direttore-assistente di Knussen al 'Tanglewood Music Center' dal 1989-94, proprio gli anni in cui lui dirigeva il 'Festival of Contemporary Music', e fu per me un vero maestro. Inoltre, Ensemble Signal ha eseguito molte volte nel corso degli anni i suoi lavori, e abbiamo avuto la fortuna di lavorare con lui. Qualche anno fa, aveva anche collaborato come compositore per 'The Library of Congress'. Dopo la sua improvvisa scomparsa, l’anno scorso, abbiamo voluto aggiungere come omaggio le sue Songs Without Voices.









Foto: Peter Serling

 
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