News

Premières di Filidei e Donatoni in streaming

Premières di Filidei e Donatoni in streaming

L’ultimo DPCM ha nuovamente serrato le sale e i teatri italiani, che questa volta non si sono fatti però cogliere impreparati e tra una riprogrammazione e l’utilizzo delle tecnologie rimodulano con coraggio e fermezza l’offerta musicale.

Rimasti orfani delle esecuzioni dal vivo, lo streaming viene in soccorso permettendoci di ascoltare uno dei programmi più attesi del momento. Nonostante la sospensione dell’appuntamento previsto per il 16 novembre al Teatro alla Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Tito Ceccherini, e il pianista Maurizio Baglini eseguono a porte chiuse in prima assoluta Tre Quadri, il nuovo concerto per pianoforte firmato da Francesco Filidei, co-commissionato da Festival Milano Musica, Casa da Música di Porto e International Festival of Contemporary Music “Warsaw Autumn”. Il programma si completa con la prima italiana di In cauda III di Franco Donatoni – di cui quest’anno ricorrono i vent’anni dalla scomparsa, come ricordato in un nostro precedente articolo – e Le chant du rossignol di Stravinskij.

Il concerto è trasmesso giovedì 12 novembre alle ore 20.30 in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. Sarà inoltre riproposto su Rai5 domenica 22 novembre alle ore 21.15.

 

Tre Quadri

Composer's notes

Scritti nel 2020, i lavori che compongono Tre Quadri vengono a formare un concerto per pianoforte e orchestra classico, con un ampio primo movimento di carattere instabile, un andante centrale dall’incedere quasi sospeso ed un finale allegro in forma di scherzo.

I – November

[…] Dai registri acuti e cristallini del pianoforte, seguendo in modo irregolare una scala cromatica discendente, si scoprono i registri gravi e profondi dell’orchestra, dai pianissimo impercettibili degli archi in tremolo sul ponticello si giunge attraverso graduali crescendo al reiterarsi di accordi dissonanti in fortissimo di tutti gli strumenti. Ai riflessi autunnali dipinti dall’orchestra, a una poesia di Edoardo Sanguineti e a una di Nanni Balestrini, al giorno dei Morti e a quello dei Santi, alla pioggia e al vino rosso è probabilmente debitore il nome di questo lavoro.

Co-comissionato da Milano Musica, Casa da Música di Porto, International Festival of Contemporary Music “Warsaw Autumn”, il pezzo è dedicato a Maurizio Baglini e Tito Ceccherini.

II – Berceuse

In un movimento cullante di sette ottavi, la costruzione di questo breve pezzo è interamente basata sull’addizione delle dodici scale maggiori. […] Il pezzo non si muove da dove inizia, una vernice unica trasparente e lucida color verde chiaro lo copre interamente, lasciando filtrare evidenti venature chopiniane. Ho voluto dare con questo procedimento una luce diversa a quello che suona con un pezzo tonale (essendo al contempo seriale, “dodecafonico” e modale). In questo senso, il brano è per me una variazione di intenti e di visione della tradizione.

Il pezzo è dedicato a Jiji des Corsicarlins.

III – Quasi una Bagatella

Come affrontare un omaggio ad uno dei massimi compositori che siano mai esisti?

A questa domanda avevo già provato a rispondere orchestrando alcuni lavori organistici di Johann Sebastian Bach in Killing Bach. L’intento era stato quello di evidenziare le capacità costruttive bachiane provando a testarne la resistenza e aggredendole ogni volta in modo più subdolo e triviale.

Quando Patrick Hahn e Francois-Xavier Roth mi hanno chiesto di riflettere a un pezzo sul Concerto n.5 “Imperatore” di Beethoven mi sono reso conto quasi subito che l’operazione non poteva essere analoga: Bach costruisce, Beethoven distrugge.

Provare a distruggere un distruttore?

Lavorando intorno al problema e riducendolo all’osso, non c’è stato molto da scavare, i materiali impiegati da Beethoven sono in pratica scale e arpeggi. Da questi materiali sono quindi partito, immaginando di rimetterli in discussione in modo diverso dall’originale, ma cercando un afflato analogo. Al contrario Killing Bach, nel quale le citazioni dirette erano nate prima del loro trattamento, i riferimenti al concerto originale si sono incastrati in un’architettura dettata da scale ed arpeggi quasi archetipici. Dal titolo (che fa il verso a Fantasia quasi Sonata ma anche a Sonata quasi una Fantasia) alle tecniche pianistiche impiegate, si è affiancata, in modo un po’ beffardo e sornione, la figura del primo Franz Liszt, primo grande e storico profeta di Beethoven.

Il pezzo è stato commissionato dalla Gürzenich-Orchester Köln.

Francesco Filidei
dalle note al programma del 29° Festival Milano Musica
(edizioni Milano Musica/Teatro alla Scala)

In cauda III

Terzo capitolo di una serie di composizioni orchestrali legate al proverbio latino In cauda venenum (Il veleno è nella coda), il lavoro è stato composto nel 1996 per il 400esimo anniversario della città di Valladolid, in Spagna, ed è proposto per ricordare il ventennale della scomparsa di Franco Donatoni.

«Tutto il discorso musicale si sviluppa attraverso dialoghi serrati tra coppie di blocchi timbrici distinti, con procedimenti che si fanno sempre più raffinati per l’abbinamento con altre contrapposizioni di tipo binario (forte-piano; arco-legno; staccato-legato; scale-accordi; accordi lunghi-brevi, etc.). Nell’epilogo i vari gruppi timbrici si fondono in un tutti orchestrale, seguendo vettori ascendenti e discendenti, fino agli ultimi accordi che risolvono a sorpresa su un grande unisono sul re.» - Gianluigi Mattietti

View score on nkoda

Photo: Francesco Filidei / © Olivier Roller

Torna indietro