Su Accabadora
Ispirata all’omonimo romanzo di Michela Murgia, Accabadora ci immerge in una Sardegna sospesa tra memoria, tradizione e ritualità, affrontando il confine tra la vita e la morte e interrogandosi sul significato della cura e della compassione.
Nella nuova opera da camera di Francesco Filidei, questo universo trova espressione in un linguaggio musicale contemporaneo che dialoga con la memoria della cultura sarda. Ne nasce una meditazione intima sulla vita e sulla morte, nella quale il rapporto tra i vivi e i morti diventa il centro di una riflessione più ampia sui legami umani e sul momento estremo del congedo.
Per approfondire
Mettere in scena Accabadora, intervista a Valentina Carrasco
Accabadora, una tavola rotonda
Dalla stampa
«Una partitura ricca di sonorità […] destinata a iscriversi nella tradizione delle grandi creazioni di Aix.»
Die Welt
«La musica di Francesco Filidei cesella una versione moderna del recitativo espressivo.»
Le Figaro
«Un’opera esistenziale, luminosa e di grande precisione sulla fine della vita.»
Télérama

«Una storia d’amore tra i vivi e i morti.»
Le Monde
«La sua opera più intima, una meditazione sulla vita e sulla morte.»
ResMusica
«Un magnifico progetto che intreccia il patrimonio culturale italiano con il linguaggio della musica contemporanea colta.»
OperaClick
«Un linguaggio musicale al tempo stesso semplice e idilliaco, che integra la musica popolare sarda.»
Neue Zürcher Zeitung

«Un’opera da camera che ci immerge nella Sardegna di un tempo, abitata dalle sue usanze e dai suoi rituali, su una partitura inventiva ed espressiva.»
La Provence
«Accolta con entusiasmo dal pubblico del Festival d’Aix, l’opera non potrà che imporsi nel lungo periodo.»
Olyrix
«Un grande successo di pubblico per un’opera ammaliante che si pone fin da subito come un classico.»
La Marseillaise

Prossime esecuzioni
17, 23 luglio 2027
Erl, Tiroler Festspiele
26, 28, 30 novembre 2027
Bologna, Teatro Comunale
2028
Lione, Digione, Lussemburgo
foto: © Jean-Luis Fernandez /Festival d'Aix en Provence